NOVE

comune di antica tradizione ceramica

Nove è una cittadina vicino a Bassano del Grappa, storicamente legata alla ceramica grazie alle risorse naturali del fiume Brenta (sabbie, ghiaie, quarzo) e alla terra rossa dei colli vicini. Con circa 100 aziende e 700 addetti, la ceramica ne definisce l'identità urbana, tanto da configurare un vero "museo diffuso".La tradizione nasce a metà Seicento con la famiglia Manardi, ma è la dinastia Antonibon (attiva dal 1670 circa, la più antica manifattura italiana in attività continuativa) a segnare la storia locale, sviluppando decori "a gran fuoco" e avviando la produzione di porcellana — quinta in Italia. Nel Settecento si aggiunge la terraglia "a uso inglese" introdotta da Giovanni Maria Baccin.Nell'Ottocento, con il declino della produzione di lusso, le manifatture si orientano verso i "piatti popolari" per una clientela più ampia, dando vita a un'originale arte popolare veneta. A fine secolo torna la maiolica in stile "neorococò".Il Novecento porta rinnovamento: la manifattura Zanolli Sebelin Zarpellon introduce il gusto déco, mentre l'Istituto d'arte per la ceramica (fondato nel 1875) diventa motore di innovazione, specie con i direttori Rosati e Parini, che formano una generazione di artisti contemporanei (Pianezzola, Tasca, Sartori e altri).Tra i luoghi notevoli: il complesso Antonibon con forno ottocentesco, il palazzo Baccin (ora BiblioMuseo), la manifattura Zen, la fornace Dal Prà e il mulino Pestasassi (1791), ultimo mulino settecentesco del suo genere in Europa.

Da oltre tre secoli, arte, design e ceramica convivono nelle strade di Nove, tra antiche manifatture, forni storici e botteghe artigiane. Con noi potrete esplorare questo museo a cielo aperto, partecipare a workshop, assistere a cotture sperimentali a legna e vivere da vicino il fascino di un mestiere che continua a reinventarsi.

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A scuola di ceramica La Scuola per la Ceramica, divenuta statale negli anni 60 del Novecento, è una delle più antiche d’Italia essendo stata fondata dallo scultore novese De Fabris nel 1875. Trasformatasi da subito in una fucina di artisti al servizio della produzione locale, la scuola è andata raccogliendo pezzi di notevole pregio prodotti dalle antiche fabbriche novesi, soprattutto grazie all’opera di ricerca e restauro cui hanno partecipato docenti e studenti. L’esposizione ripercorre così esaurientemente la storia della ceramica di Nove dal Settecento a oggi, con riferimenti anche alla produzione di Bassano e del Vicentino. Di particolare interesse la raccolta di opere di artisti contemporanei italiani e stranieri.

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